Del mio peggio n° 3
Nel 1989 le fondamenta della casa a Monteverde avevano ceduto e i vigili del fuoco avevano emesso un'ordinanza di sgombero (non sgombro, quello è il pesce) che era stata ritirata dopo tre mesi, a consolidamento delle fondamenta avvenuto.
Le due antiche proprietarie dello stabile, due signorine degli anni 40 che ormai erano diventate due vecchione che manco le Moire, pensarono subito di mettere gli appartamenti in vendita affidandosi a una agenzia truffaldina che aveva aperto le vendite quando c'era ancora l'ordinanza di sgombero, e questo è illegale, avevano scritto nell'annuncio che si trattava di Monteverde vecchio (quartiere residenziale) e non di Monteverde Nuovo come in realtà era, più altri dettagli loschi che non vi sto a dire.
Da quando eravamo rientrate, mia madre, mia sorella e me, avevamo sempre avuto il timore che truffaldini fossero stati anche con i consolidamenti delle fondamenta.
Così oltre allo sfratto che ci pendeva come la più squisita delle spade di Damocle c'erano anche le ...trombe di Giosuè che minacciavano di far crollare il palazzo da un momento all'altro.
Così, un pomeriggio del 1992, Buio era ancora vivo, quando vedo gli oggetti della mia libreria oscillare e cadere per terra, pensando ecco, ci siamo, il palazzo crolla, mi precipito giù per le scale, che lo so è pericoloso perché le scale crollano prima dei piani, ma la fifa mi fa muovere prima che il cervello realizzi alcunché.
Sono già alla prima rampa tra secondo e primo piano quando Cinzia e Marilena, le vicine napulitane del secondo piano escono di casa gridando, il terremoto il terremoto! Così la mia fifa dice ah, è il terremoto? Allora non sta crollando, e mentre tutti e tutte nel palazzo si fanno prendere dal panico e scendono in strada io risalgo le scale disinvolto e felice che Gerico non crolli.
Rientro in casa che mia sorella sta sulla soglia pronta a uscire e mi fa, eri già sceso.. senza nemmeno avvertimi?
Io realizzo che sono sceso senza nemmeno prendere il portafogli, e che non avevo pensato di prendere Buio.
Mia sorella basisce e mi dice, seria, senza polemiche, non capisco la tua reazione, te ne sei andato senza pensare a nessun altro nella casa.
Un comportamento discutibile del quale presi in qualche modo atto. A mia sorella non dissi che a me dispiacque più per Buio, che da solo non poteva pensare a scappare, che per lei, che avenso una testa, di cazzo, ma una testa, poteva benissimo scapparsene da sola.
Rientrai in camera e raccolsi tutto quello che era cascato per terra.
Compresa la mia stima.

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