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Una sorpresa inaspettata



Ho scritto in un altro post che per conoscere il teatro dovrò aspettare la terza media.
Non è esatto.
Anche se è vero che fisicamente, a teatro, andrò solo nel 1978, a vedere Pirandello (un cliché) e della polvere del palcoscenico, una volta entrata nelle mie nari, non riuscirò più a farne a meno, inaugurando una frequentazione ininterrotta che si protrae anche nel presente, io il teatro già lo conoscevo.

Intanto c'erano le operette, di cui nonna era una cultrice, e che io guardavo di riflesso, insieme a lei, ogni volta che potevamo.
Era la tv degli anni 70, quella didattica della Dc, che programmava l'operetta anche in prima serata.

Ma non c'era solamente la Dc.
La neonata Raitre, programmava il teatro di Dario Fo, fresco di messinscena.

Era stata Zia Clara a parlarmene per la prima volta, così il venerdì sera, invece di seguire l'Agente Pepper, come era mia consuetudine, mi ero sintonizzato su Raitre e avevo visto Isabella, tre caravelle e un cacciaballe. 
Fu una folgorazione.
Non tanto Dario nel ruolo di Colombo, quanto Franca Rame in quello di Isabella.
Pur amando Dario ho sempre avuto un legame particolare con Franca, una simpatia di pelle.
E poi vedere una donna nel ruolo di una regina non era una cosa che capitava tutti i giorni all'epoca.

Mi ricordo anche che avevo trovato il testo della commedia, in una strana edicola di Viale Trastevere, che esiste ancora oggi, dove si trovavano libri non proprio commerciali.

Fu il primo libro non scientifico che comperai, e lo lessi tutto d'un fiato.

Una edizione scarna, senza note, senza commenti ma con dei bei disegni di Dario.

Purtroppo quel libro non ce l'ho più.

Sarà stato vittima della furia incunaboloclasta di mia nonna che, periodicamente, per fare spazio in casa, mi faceva sparire testi, dispense, riviste e libri.

Per questo io, celiando, le dicevo che era una gran buttona.

Così ecco che il teatro, e quale teatro, entra nella mia vita tramite la televisione e un'edicola libreria galeotta, nel 1977, quando io avevo 12 anni, avevo appena iniziato a fare e ricevere pompini e dovevo ancora innamorarmi del mio primo grande amore (qualche cotta, come quella per Marco, c'era già stata).

Molto dopo, quando, all'università, Dario Fo e anche Franca Rame verranno a fare dei corsi a noi studenti di discipline dello spettacolo, per me fu un ritorno all'infanzia, un recupero della mia storia di lettore, della mia storia familiare, della mia storia di spettatore in erba, grazie a una televisione che mi aveva fatto vedere già di tutto, l'opera, l'operetta, la musica classica, il teatro e, naturalmente, i film.
E anche i piselli.

Sì.

Mi ricordo questo programma sulla vita a bordo di una nave a vela, questo marinaio baffuto che armeggiava con un uccellino che aveva tolto dalla gabbia, e che appollaiato sul suo dito, non si muoveva nonostante lui spostasse la mano ora sulla bocca ora lontano, sulla bocca, lontano e poi, all'improvviso, lo aveva portato sul suo di uccello, a riposo ma lì in bella vista.
Il marinaio era nudo anche dalla cintola in giù e lui mentre ritorna con l'uccellino sulla sua bocca ride con grande malizia...

Una bella sorpresa inaspettata.

Una televisione che oggi non esiste più.

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