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Sesso da cesso?



Sarà per i miei problemi adolescenziali a fare pipì negli orinatoi pubblici, che per me furono causa di sofferenza, ma non ho mai collegato i bagni pubblici alle occasioni di sesso.

Non mi sono mai soffermato a sbirciare, non ho mai pensato che l'esitazione del vicino di pisciata  fosse il segno di un'intenzione altra.

Sarà che il sesso nei cessi non è incentrato sulle persone ma sul sesso.

Si ha voglia di sesso e non si va troppo per il sottile: una strizzata, qualche palpatina, una succhiata veloce e via.
Non ho mai capito che gusto ci si prova.

Ehm..

Storicamente il sesso nei cessi per noi frocetti è stato per molto tempo l'unico sesso possibile, l'unico consumabile.
Quando l'omosessualità era vietata, anche tra adulti consenzienti, e punita col carcere, se non con la castrazione chimica, come toccò ad Alan Turing nel 1952, sì 1900 non 1800, fare sesso a casa tua non era sicuro.
La polizia poteva arrivare arrestarti e finivi in carcere.
Quindi i tempi veloci e fugaci del cesso non erano una malizia dei froci ma l'unica possibilità che rimaneva in una società che ti criminalizzava.

Oggi che, almeno in Europa, in carcere non ci finisci più, il sesso nei cessi è rimasto per altri motivi.

In maniera analoga alle sopravvivenze tecnologiche di Malinowaki.
Una nuova invenzione non soppianta mai del tutto quella precedente.
Così l'avvento dell'automobile non ha cancellato dalla storia le carrozze ne ha solo indotto un cambiamento d'uso.
Oggi la carrozza rimane come mezzo folkloristico da prendere in Central Park a NYC o al Colosseo a Roma.

La sopravvivenza del sesso da cesso fa emergere una certa mentalità del cazzo. Letteralmente.

Chi fa sesso nel cesso cerca l'organo sessuale, quella protuberanza attaccata alla persona, che si cerca  a prescindere dal suo  ...proprietario.
Il sesso da cesso infatti impone una certa approssimazione sulle caratteristiche fisiche del partner sessuale.
Si pongono dei paletti lassi, e si prende quel che passa.

Questo perché ci si concentra sul cazzo o, fuor di metafora, sull'atto sessuale di per sé.

Sulla performance.

Quello che conta è agire il sesso, comunque e sempre. Quasi a prescindere dalla  persona che abbiamo dinanzi.

Attenzione. Non sto parlando di chi si accontenta per fame.
Tutt'altro. Sto parlando dell'atto che va fatto comunque e a prescindere.
Belle o brutte ve s'inculamo tutte campeggiava sulla parete dello spogliatoio al mio liceo.
Questo agitprop del patriarcato muove tutti i portatori di cazzo, anche quelli omoerotici.

Così l'altro giorno, al mare, a Capocotta, dopo aver spiegato al mio accompagnatore ventenne le gioie della Cattedrale (l'intricato intreccio di macchia mediterranea dietro le dune, dove si fa sesso), il mio giovane amico si avventura tra sabbia e rami intrecciati.
Ritorna dopo un'ora circa accompagnato dal suo partner sessuale, un uomo magro tutt'altro che giovane,  tutto ringalluzzito per avere  avere fatto sesso col mio giovane amico giulivo, che mi spiega, appena il tizio si allontana, tutto gaggio e soddisfatto, che visto che il tipo non gli piaceva con lui ha fatto l'attivo. Al mio giovane amico giulivo non è proprio venuto in mente che poteva anche non fare sesso se non c'era niente che lo ispirava.

L'idea che il sesso lo si fa ma lo si può anche non fare evidentemente non è un concetto che fa parte dell'equazione.

Ho capito questa verità adesso che non mi serve.
Adesso che non mi dispiace rinunciare al sesso per due chiacchiere e qualche sorriso, adesso che il sesso è un bene prezioso, da centellinare perché è meglio la qualità che la quantità.

Lo avessi capito quando ero giovane e sessualmente più attivo mi sarei risparmiato tante paturnie.

Io che mi facevo scrupolo di propormi solo a chi pensavo mi potesse apprezzare fisicamente e ottenevo in risposta un diniego incomprensibile.

Mi sarei dovuto proporre comunque e sempre a qualunque costo per far davvero parte dell'alveo.

Il mio rispetto, scambiato per ritrosia, mi ha sempre condannato in partenza.

Adesso mi spiego il mio successo mio malgrado, con molti ragazzi belli Luca (un altro, questo è regista), Giovanni, Paolo Flusso. Sono un portatore di cazzo, se trovo il momento giusto entro, in tutti i sensi e se non piaccio troppo farò il passivo (per usare la sua terminologia, che odio) secondo la logica del amico giulivo che ha fatto l'insertivo col tipo che non gli piaceva.

Non è questione di accontentarsi.  La questione è che se due cazzi non si respingono allora si attraggono per forza. Poco importa i proprietari.

Ancora una volta posso dire che a me non piace il cazzo.

A me piace il cazzo di. 

Mi deve piacere prima la persona solo dopo sarò interessato al suo membro.

Per questo non concepisco il sesso da Glory Hole dove vedi solo il membro e non sai nulla del ...proprietario.

O il sesso da cesso dove ti accatti quel che il cesso passa...

Il cesso, convento laico, con le stesse regole del cazzo.


   

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