Del mio peggio
Ero a casa di Graziano.
Piano terra, appartamento con la stessa pianta del nostro, però con una stanza in meno e dalla cucina si usciva in un giardino complesso, aspro e forte, su più livelli, che metteva un po' inquietudine perché sembrava davvero una selva.
Non mi capitava mai di stare casa di Graziano.
Da un lato perché la casa sembrava tanto simile alla nostra che entrare in una intimità alternativa e parallela metteva in imbarazzo.
Dall'altro perché c'erano troppe persone in quella casa, la sorella di Graziano, la madre e il padre, e io ero timida.
La signora Elda, la mamma d Graziano, era una signora bassina che veniva spesso a casa, riti e abitudini tra vicine.
Nonna la chiamava la curturedda la cortettina.
Una volta che era venuta a trovarci, e mamma l'aveva invitata sedersi, lei aveva risposto, Signora Mirella devo crescere! E nonna aveva commentato eh che si vuole crescere Elda, alla sua età.
E la signora Elda aveva commentato Signora Rosa, così mi scoragisce.
Io e Andrea, al quale avevo raccontato dello svarione grammaticale (il mio stabbia sarebbe venuto solamente moooolti anni dopo), ne ridevamo spesso.
Una volta, mentre passavamo davanti la porta di casa di Elda, che dava sulle cassette delle lettere, io tossisco all'improvviso, il rimbombo dell'atrio amplifica il rumore e Andrea mi dice fai silenzio che così la scoragisci.
E giù a ridere.
A noi faceva ridere, va bene?!
Andrea aveva questa capacità di farmi morire dal ridere.
Sempre.
C'era una pubblicità che odiavo, quella della crema Glysolid il cui jingle era insopportabile "s.o.s glysolid".
Andrea amava punzecchiarmi con quella pubblicità e me la canticchiava quando voleva farmi tacere, per tenermi testa o semplicemente per darmi fastidio.
Una sera che non la smette di glysolidizzare io mi butto sul letto e dico basta! Muoio! Lui prende il modellino della mia Aquila, l'astronave di Spazio 1999, e viene verso di me, dicendo di non temere, che mi salverà.
Io inizio a strillare dalle risa.
La seconda stagione di spazio 1999 aveva una sigla finale italiana, degli Oliver Onions, orribile, che si intitolava S.o.s spazio 1999.
Capite quel disgraziato!?!?
Ahahahah Muoio. Ahahahah!!! BASTA.
Insomma siamo a casa di Graziano, di Domenica, con nonna Rosa, mamma e Silvia.
Ci sono anche un paio di cugini di Graziano, grandi, carini, ma quelli parlano di calcio e di figa e mi sento escluso da argomenti che non maneggio.
Ignoro francamente il cervello cosa mi dice (Antonellaaaa, che mi dicevaaaa?) però per attirare l'attenzione, ribadire la mia originalità e al contempo l'estraneità con quel contesto così banalmente etero (figa e calcio, sbadiglio ancora) prima attiro l'attenzione su di me come Silvan quando annuncia che sta per fare un trucco.
Poi non avendo la più pallida idea di che fare, non trovo niente di meglio che mettermi dietro Graziano e dargli un colpo pelvico sul sedere.
Uno solo, nessuna mimica coitale.
Credo che dopo ci sia stata maretta (chi? No, niente un'amica mia...) ma non ricordo bene i particolari, mi ricordo solo che mentre mi chiedo che cosa diavolo avevo mai pensato di fare, Nonna e Mamma si mettono intorno a me, la mamma di Graziano grida il mio bambino, come fossi entrato per davvero nel sedere di Graziano, i due cugini ridacchiano e dicono qualcosa stile, meglio la figa, il fallo del calcio e amenità altrettanto maschie e intanto io cerco di darmi un contegno mentre dentro grido che nemmeno il giro del mondo...
Poi già siamo sul pianerottolo dove mamma mi ripeterà per tutti e tre i piani che saliamo per raggiungere casa, ma che ti è saltato in mente?
Era meglio figa e calcio...
Io non lo so se volevo essere spiritoso, se credevo di risultare provocatorio, se volevo fare coming out, se volevo dichiararmi a Graziano (col quale ancora non facevamo nulla, troppo piccoli), se, visto che si parlava tanto di figa volevo parlare un po' di culo, so solo che mi vergognavo tantissimo per le implicazioni serie che quel gesto aveva per me, per la mia identità sessuale (dopo questa fesseria mi squalificheranno dal gruppo dei maschi per quanti secoli?) e il mio orientamento anche (è frocio è frocio cerca i culi dei maschi. Eh no cari io cerco altro. A davvero? Allora non c'è problema, accomodati).
Mai si era data tanto da fare la mia immaginazione eidetica che però tornava sempre a quel gesto pelvico fatto dietro Graziano, dalle conseguenze le più improbabili.
Se lo ripenso oggi mi faccio tenerezza.
Credo in quel momento di essere stato solamente spontaneo, facendo quello che mi era venuto in mente di fare, senza sovrastrutture, senza pensarci troppo, come i bambini che giocano.
Avrò avuto dieci undici anni.

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